Marmotta con gli occhiali da sole abbassati in montagna

Occhiali da sole: siamo sicuri di doverli mettere sempre?

In breve: gli occhiali da sole proteggono gli occhi dai raggi ultravioletti e dall’abbagliamento, ma non è necessario indossarli in ogni momento trascorso all’aperto. La luce visibile che raggiunge la retina aiuta a sincronizzare il ritmo sonno-veglia. La scelta più sensata è usarli quando la protezione serve davvero, senza trasformarli in un automatismo.

Appena usciamo di casa, spesso compiamo un gesto automatico: mettiamo gli occhiali da sole. Lo facciamo anche al mattino presto, con il cielo coperto o quando la luce non ci dà alcun fastidio.

Io non amo schermare la luce naturale senza una ragione precisa. Ma non condivido neppure il messaggio opposto, cioè che gli occhiali da sole facciano male o vadano abbandonati.

La fisiologia ci suggerisce una posizione più equilibrata: durante il giorno abbiamo bisogno di luce agli occhi, mentre in condizioni di forte esposizione abbiamo anche bisogno di proteggerli dagli UV e dall’abbagliamento.

Perché la luce che entra negli occhi regola anche il sonno?

La retina non serve soltanto a formare le immagini. Contiene anche cellule gangliari intrinsecamente fotosensibili, chiamate ipRGC, che contengono melanopsina.

Queste cellule comunicano con il nucleo soprachiasmatico dell’ipotalamo, il principale orologio biologico del cervello.

Il segnale luminoso ricevuto dalla retina contribuisce a regolare:

  • la vigilanza;
  • la temperatura corporea;
  • la secrezione della melatonina;
  • l’alternanza tra sonno e veglia.

Conta soprattutto l’andamento complessivo della giornata: giorni luminosi e sere progressivamente più buie aiutano l’organismo a distinguere il tempo dell’attività da quello del riposo.

Un consenso scientifico pubblicato nel 2022 raccomanda per gli adulti sani una buona esposizione luminosa durante il giorno e livelli molto più bassi nelle ore che precedono il sonno.

Uno studio di popolazione pubblicato nel 2025 ha inoltre associato una maggiore esposizione solare mattutina a un orario del sonno più precoce e a una maggiore regolarità. Si tratta di un’associazione, non della prova che basti una passeggiata al sole per curare l’insonnia.

Gli occhiali da sole bloccano il segnale circadiano?

Una lente scura riduce la quantità di luce visibile che raggiunge la retina.

Alcuni colori di lente possono attenuare in modo particolare le lunghezze d’onda corte, alle quali il sistema della melanopsina è molto sensibile. Da questo punto di vista, è corretto dire che gli occhiali da sole riducono lo stimolo luminoso.

Non è però corretto concludere automaticamente che lo annullino o che provochino disturbi del sonno.

All’aperto l’illuminazione può essere molte volte superiore a quella degli ambienti chiusi. Anche dopo il filtro della lente può quindi rimanere un segnale luminoso importante.

L’effetto dipende da diversi fattori:

  • intensità della luce esterna;
  • trasmissione e colore della lente;
  • durata di utilizzo;
  • momento della giornata.

Ad oggi non abbiamo prove cliniche solide che l’uso normale e intermittente degli occhiali da sole nelle persone sane provochi insonnia o desincronizzi l’orologio biologico.

La conclusione più onesta è questa: indossare sempre lenti molto scure può ridurre inutilmente la luce diurna, ma togliere gli occhiali in ogni situazione non è né necessario né prudente.

Raggi UV e luce visibile sono la stessa cosa?

No. È la distinzione fondamentale.

RadiazioneChe cosa fa soprattuttoChe cosa significa per gli occhiali
UVA e UVBNon ci servono per vedere e possono danneggiare cornea, congiuntiva e cristallino. L’esposizione cumulativa contribuisce al rischio di alcune patologie oculari.La lente dovrebbe offrire una protezione certificata da UVA e UVB, indicata come UV400 o equivalente.
Luce visibilePermette la visione e fornisce alla retina il principale segnale luminoso per l’orologio biologico.La lente scura ne riduce la quantità. Il colore e il grado di oscuramento modificano lo spettro che arriva all’occhio.
PolarizzazioneRiduce soprattutto i riflessi provenienti da superfici come acqua, neve e asfalto.Migliora il comfort e la visibilità, ma non garantisce da sola la protezione UV. Bisogna verificare entrambe le caratteristiche.

Una lente molto scura ma priva di un filtro UV affidabile non è una buona scelta. Riducendo la luce visibile può dilatare la pupilla, senza offrire la protezione che ci aspettiamo.

La qualità della lente conta più del colore alla moda.

Quando è prudente indossare gli occhiali da sole?

Ci sono situazioni nelle quali la protezione è sensata e, in alcuni casi, indispensabile:

  • alta montagna e neve, dove altitudine e riflesso aumentano l’esposizione;
  • mare, spiaggia e sport acquatici;
  • sole intenso nelle ore centrali o esposizione prolungata;
  • guida, quando l’abbagliamento riduce il comfort o la sicurezza;
  • fotofobia, convalescenza dopo interventi oculari o patologie per le quali l’oculista raccomanda protezione;
  • assunzione di farmaci fotosensibilizzanti, dopo aver chiesto indicazioni al medico.

Non bisogna mai guardare direttamente il sole, con o senza occhiali.

Le comuni lenti da sole non rendono sicura l’osservazione del sole e non sostituiscono i filtri specifici richiesti, per esempio, durante un’eclissi.

Quando possiamo lasciare gli occhi alla luce naturale?

Se la luce è moderata, non provoca fastidio e non ci sono indicazioni mediche particolari, possiamo trascorrere una parte del tempo all’aperto senza lenti scure.

Il mattino è un momento particolarmente utile per ricevere un segnale diurno coerente, ma non esiste un numero universale di minuti valido per tutti.

Non occorre fissare il sole. È sufficiente stare all’aperto con gli occhi normalmente aperti, guardando l’ambiente. Anche un cielo coperto può offrire molta più luce di una stanza.

La mia regola pratica è semplice: non mettere gli occhiali per abitudine quando non servono; metterli senza esitazione quando protezione, comfort o sicurezza lo richiedono.

SituazioneScelta ragionevole
Passeggiata al mattino con luce gradevolePossiamo stare senza occhiali, senza guardare il sole.
Cielo coperto ma luce confortevoleGli occhiali non sono obbligatori. Gli UV possono comunque essere presenti, quindi conta anche la durata dell’esposizione.
Sole forte, mare, neve o alta quotaSono consigliabili occhiali avvolgenti con protezione UV certificata.
Guida con riverberoServono lenti adatte alla guida. La polarizzazione può ridurre i riflessi. Mai usare lenti troppo scure di notte.
Fotofobia o malattia oculareBisogna seguire l’indicazione dell’oculista. La sicurezza clinica viene prima dell’obiettivo circadiano.

Come scegliere un buon paio di occhiali?

Cerchiamo una protezione completa da UVA e UVB, indicata come UV400 o conforme agli standard previsti.

Quando il riverbero è intenso, è preferibile una montatura che copra bene l’occhio anche lateralmente.

Le lenti grigie alterano meno i colori. Quelle marroni o ambrate possono aumentare il contrasto, ma modificano maggiormente lo spettro luminoso e spesso riducono di più la componente blu-ciano.

Il prezzo elevato non garantisce automaticamente una protezione migliore. Un ottico può controllare le caratteristiche della lente e aiutarci a scegliere il filtro adatto all’uso reale.

Per approfondire il rapporto tra esposizione solare e vitamina D puoi leggere anche il mio articolo Sole e vitamina D: quanta pelle, quale stagione e perché la latitudine cambia tutto.

Se ti interessa il legame tra orari, luce e metabolismo, trovi un richiamo ai ritmi circadiani anche nell’articolo sul digiuno intermittente.

Quali sono le domande più frequenti sugli occhiali da sole?

Devo togliere gli occhiali ogni mattina per regolare il ritmo circadiano?

No. Se la luce è confortevole, passare un po’ di tempo all’aperto senza lenti scure è ragionevole, ma non è una prescrizione universale. Anche con gli occhiali, la luce esterna può restare molto più intensa di quella degli ambienti chiusi.

Con il cielo nuvoloso gli UV scompaiono?

No. Le nuvole riducono la radiazione in misura variabile, ma non eliminano necessariamente gli UV. Durata dell’esposizione, quota, riflesso e indice UV restano importanti.

Le lenti polarizzate proteggono automaticamente dagli UV?

No. La polarizzazione riduce il riverbero. La protezione UV è una proprietà differente e deve essere dichiarata.

Gli occhiali molto scuri sono sempre più protettivi?

No. Il grado di oscuramento riguarda la luce visibile. Bisogna verificare separatamente la protezione da UVA e UVB.

Posso guardare il sole se indosso gli occhiali?

No. Guardare direttamente il sole può danneggiare la retina. Le comuni lenti da sole non sono filtri adatti all’osservazione solare.

Il modo in cui utilizziamo la luce è soltanto uno dei segnali che regolano sonno, energia e metabolismo. Possiamo parlarne durante una telefonata gratuita di 20 minuti, per capire se il mio modo di lavorare è compatibile con ciò che stai cercando: accedi qui alla pagina del percorso individuale e alla candidatura.

Fonti scientifiche e approfondimenti

  • Brown TM et al. Recommendations for daytime, evening, and nighttime indoor light exposure to best support physiology, sleep, and wakefulness in healthy adults. PLOS Biology, 2022. Leggi l’articolo.
  • de Menezes-Júnior LAA et al. The role of sunlight in sleep regulation: analysis of morning, evening and late exposure. BMC Public Health, 2025. Leggi lo studio.
  • MacFarlane ER, Donaldson PJ, Grey AC. UV light and the ocular lens: a review of exposure models and resulting biomolecular changes. Frontiers in Ophthalmology, 2024. Leggi la revisione.
  • Glickman GL et al. Optimizing the Potential Utility of Blue-Blocking Glasses for Sleep and Circadian Health. Translational Vision Science & Technology, 2025. Leggi l’articolo.
  • MD Anderson Cancer Center. Are sunglasses actually bad for your eyes? Seven myths, debunked, 2026. Leggi l’approfondimento clinico.

Chi sono io?

Sono la Dott.ssa Antonella Toselli, medico chirurgo, specialista in Medicina dello Sport e consulente nutrizionale.

Dopo quarant’anni di pratica clinica, oggi mi occupo di nutrizione, metabolismo e stile di vita con uno sguardo che comprende anche sonno, movimento, stress, intestino ed esami.

Ho raccontato il mio approccio nel libro Dimagrisci senza fame.

Per un lavoro personalizzato puoi conoscere il mio percorso individuale con il Metodo AGAPE.

Questo articolo ha finalità divulgative e non sostituisce una valutazione medica o oculistica individuale.

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